Olbia, 27 Agosto 2018 – La Cgil tiene duro e porterà avanti il caso della Cooperativa “La Mimosa” di Bortigiadas, che avrebbe licenziato senza giusta causa due lavoratrici, mamma e figlia.

Come già annunciato il 22 Agosto scorso, il Sindacato e le due lavoratrici continueranno la battaglia del reintegro nel posto di lavoro, fermamente convinti del fatto che “non c’era alcuna ragione per il licenziamento.”

Proprio oggi doveva tenersi il sit-in nella piazza di Bortigiadas, che avrebbe coinvolto anche operai di altre cooperative del territorio, ma è stato spostato a causa di un funerale. Si è comunque tenuta una conferenza stampa, nella sede olbiese della Cgil, per aggiornare degli sviluppi dell’ingiusto caso.

“Se abbiamo accettato di portare avanti la vertenza, ne abbiamo le ragioni: i licenziamenti non sono giustificati. Non accettiamo comportamenti di questo tipo, soprattutto da una Cooperativa come questa che opera in una piccola comunità.” Sono le drastiche parole di Luisella Maccioni, segretaria territoriale della Funzione Pubblica Cgil.

Presenti all’incontro anche le due dirette interessate, mamma e figlia, che tra commozione e delusione, hanno raccontato la loro versione dei fatti. “Quando mi hanno presentato davanti il foglio con la riduzione di orario, ho deciso di non firmare.” Ed il Sindacato sostiene la sua scelta: “La riduzione di orario va concordata consensualmente, non sono decisioni arbitrarie della gestione amministrativa.”

A quanto sembrerebbe dalle dichiarazioni della Cgil, però, l’atteggiamento della Cooperativa in questi giorni si è dimostrato molto lontano dalla coerenza: “Il Consulente del Lavoro della Cooperativa ha cercato di spiegarci che l’orario ridotto riguardava una sola giornata, ma dalle dichiarazioni precedenti, ciò non era mai emerso.”

“Noi ci siamo detti disposti ad accettare una riduzione di orario per le due lavoratrici, ma con prove di effettivo stato di crisi o sofferenza della Cooperativa, e soprattutto, a garanzia che, una volta risolti i problemi di natura economica, le due donne siano riportate agli orari originari.” – afferma Luisella Maccioni.

Oltretutto, dalle ulteriori verifiche effettuate dal Sindacato, sarebbero venute fuori numerose altre irregolarità: ferie coatte per chi si oppone alla presidenza, modifiche di contratto in corso d’opera, 15 giorni di ferie all’anno retribuite anzichè 26, mansioni che non corrispondono alle figure professionali assunte, e altre anomalie di gestione.

Per conoscere gli sviluppi, non resta che attendere il prossimo 30 Agosto, quando il Sindacato incontrerà il sindaco di Bortigiadas Emiliano Deiana e rivolgerà proprio a lui gli interrogativi sulla gestione della casa di riposo, che ricordiamo, è un appalto comunale.

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